Opera site-specific realizzata durante la residenza alla Fondazione FIMINCO di Parigi
Il lavoro svolto con il Nuovo Grand Tour alla Fondation FIMINCO prevede la realizzazione di una scultura tessile che rappresenta un muro fatto di mattoni cuciti.
Il titolo del lavoro prende spunto dalla tecnica di restauro cuci-scuci utilizzata per la riparazione di muri. In questo caso invece di utilizzare i mattoni e il cemento, verrà utilizzato il filo. La similitudine tra la trama tessile e quella del muro vuole riprendere il concetto di forza e riparazione, di verità e falso, di vuoto e di pieno, di visibile e di nascosto. Sia la trama del muro che quella dell’opera tessile sono forti e fitte ma la consistenza è differente.
Il telo tessuto alloggiato sul muro come una tenda, si pone come per coprire il foro retrostante riprendendo le stesse caratteristiche visive dei mattoni ma con una resistenza diversa.
Il lavoro verrà decostruito parzialmente (sarà scelta una data specifica per questa azione performativa) e ne rimarrà meramente il significato della tecnica cuci-scuci dove il filo in questo caso una volta cucito verrà scucito e riportato alla sua forma originale prima della tessitura. Il tessuto realizzato a mano grazie all’aiuto del macchinario donato alla Fondazione dell’artista Simone Prouvé, vuole riprendere la trama del muro che lo ospita.
Opposti si uniscono e dialogano nella forma. Il lavoro rievoca sia lo spirito del luogo, che lo spirito di ricerca di Simone Prouvé che, in qualche modo, rivive nei tessuti realizzati con il macchinario da lei donato alla Fondazione. Paola si è ritrovata negli stessi interessi e pensieri e modo di lavorare di Simone attraverso la ricerca di oggetti e luoghi abbandonati e il concetto del filo in quanto materia da lei stessa utilizzata. È stato unito il format dei mattoni rossi che caratterizza l’intera Fondazione FIMINCO con il lavoro di Prouvè generando un dialogo tra passato e presente, tra morbido e rigido, tra vuoto e pieno.